Ricordati del giorno di riposo
| Ricordati del giorno di riposo: il 4° Comandamento |
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E’ il comandamento dei paradossi: sembra il più inutile,
eppure, a ben capirlo, è tra quelli fondamentali; è il meno richiesto dalla logica umana, eppure, proprio per questo, è pieno di significati; sembra voler togliere qualcosa all’uomo e in realtà, gli dà tantissimo; è l’unico che cominci con ((ricordati)) ed è certamente il più dimenticato. Il comandamento sul giorno di riposo è stato tanto dimenticato, travisato, e trasformato che sarà strano scoprire che il settimo giorno della settimana è il sabato che in ebraico significa riposo e non la domenica. Eppure la maggior parte dei cristiani osserva la domenica e non il sabato, e molti di essi lo fanno onestamente, in completa buona fede, pensando così di onorare Dio. Non riceverebbe però Dio un maggiore onore se si osservassero i suoi comandamenti così come Lui li ha dati ? Qual è il significato del sabato ? Per quale ragione tutta la Bibbia gli attribuisce un’enorme importanza ? (( Il significato del Sabato )) Soprattutto oggi dovrebbe essere apprezzabile il comandamento sul
Sabato. La nostra civiltà tende a spersonalizzare l’uomo, ad alienarlo da se stesso, trasformandolo in una macchina il cui valore è direttamente proporzionale alle sue capacità di produrre beni economicamente quantificabili. Si è uomini da un milione di lire al mese o da un miliardo di lire l’anno, ma resta che troppo spesso si è valutati allo stesso modo dei dentifrici o delle automobili che produciamo. Perché il Sabato dunque ? Il Sabato, se vissuto come Yahweh Dio insegna, obbliga l’uomo a smetterla almeno per un giorno di essere macchina, gli ricorda di essere uomo creato da Dio per coltivare valori non solo materiale ed economici, ma anche spirituali e affettivi. Il sabato, ci ricorda che Yahweh Dio ha creato l’universo, il mondo e noi stessi, e due fatti fondamentali per la nostra vita: 1) Indipendentemente
dal nostro conto in banca o da dove trascorriamo le ferie, siamo tutti figli di Yahweh che valgono per il semplice fatto di esistere e di essere uomini. Si pensi a questo proposito alla grande democraticità del Sabato: se dovessimo avvicinarci a Dio attraverso un oggetto o un luogo, come molti hanno creduto e credano ancora, allora potremmo fare anche di questo un motivo di competizione e di antagonismo lottando per avere i luoghi e gli oggetti più belle sfarzosi. Il Sabato è uguale per tutti, per il povero e per il ricco, per il debole e per il potente. Per tutti dura ventiquattro ore e non lo possiamo riempire con ciò che abbiamo. Ciò che lo rende ricco e bello non sono le nostre ricchezze ma il fatto che Yahweh lo ha ((benedetto e santificato)). E noi stessi possiamo goderne, non in base alle nostre ricchezze e alla nostra potenza, ma solo in virtù dell’atteggiamento del nostro cuore, del nostro essere. 2) Il Sabato ci ricorda che la vita viene da Dio. Senza di
Lui non saremmo mai esistiti. Non solo ci ha creati ma sostiene continuamente la nostra vita. Come l’apostolo Paulo ricordava agli Atenesi ((in Lui viviamo, ci muoviamo e siamo)) Atti 17:28. Durante sei giorni, affaticandoci per vivere, siamo tentati di
credere che la vita dipenda solo dalla nostra fatica. Ma il riposo del Sabato ci obbliga a considerare che la nostra vita non dipende solo dalla nostra fatica, per quanto legittima e onesta sia, ma da Dio. Accettando il Sabato, accettiamo di rinunciare all’illusione di vivere da noi stessi, di essere autosufficienti.
Riconosciamo invece, come diceva Gesù (in ebraica Yahshua), che ((non di solo pane vivrà l’uomo, ma d’ogni parola che procede dalla bocca di Dio)). Per dirla in termini più pratici e in modo da farci meglio
capire dal’Assemblea, Chiesa, osservare il Sabato significa rinunciare alle proprie opere per rifugiarsi interamente nella grazia di Dio. Se ben compreso, il Sabato è il segno dell’accettazione, della salvezza per grazie. ((Badate bene d’osservare i miei sabati, perché il sabato è un segno fra me e voiper tutte le vostre generazione, affinché conosciate che io sono l’Eterno (Yahweh) che vi santifico)) Esodo 31:13. IL Sabato segno di fedeltà a Dio
Tutto bene, dirà forse qualcuno, ma è proprio necessario osservare il Sabato?
Non basta osservare un giorno anche diverso della settimana?
I valori che avete descritto non possano essere vissuti anche la Domenica?
Noi possiamo capire che per molti può parere strano che si dia
tanta importanza a un giorno (il Sabato) la cui funzione sembra che possa essere svolta da un altro (la Domenica). Eppure quello cui ci troviamo di fronte non è un semplice problema di nomi ma di significati la cui portata va molto al di là di quanto si potrebbe sospettare. Il Sabato innanzitutto ci ricorda che Dio è il Creatore e quindi
anche il Signore. E in quanto tale ha diritto alla nostra ubbidienza, un diritto che si è conquistato con il suo amore rivelato attraverso il sacrificio del Messia oltre che con la sua potenza rivelata con la creazione del mondo. Inoltre Yahweh Dio non a detto di consacrargli un giorno qualsiasi della settimana ma il settimo, indicando anche in modo chiarissimo quale fosse in concreto. Per quarant’anni la manna cadde nel deserto del Sinai per nutrire il popolo di Dio uscito dall’Egitto.
Cadeva ogni giorno tranne il Sabato per cui si doveva
provvedere il giorno precedente (Esodo 16:13-30). Da quel momento il Sabato è stato mantenuto e osservato ininterrottamente dagli ebrei, è stato riconfermato dai profeti di Dio (Isaia 56:1-8; 58: 13 Geremia 17: 21,22) è stato vissuto da Yahshua (Gesù) stesso, dagli Apostoli e dai primi Cristiani.
(Luca 4:16; 24:1 Atti 15: 3 Ebrei 4:9)
Alcuni comandamenti del Decalogo rappresentano una necessità per il buon vivere sociale (non rubare, non uccidere ecc..)
o anno una loro logica che a permesso anche a non cristiani di giungere a concetti simili. Ma l’osservanza del Sabato non costituisce una necessità sociale visto che si può vivere anche facendo festa in altri giorni. Il vero motivo per osservare il Sabato è perché Yahweh Dio ce lo a chiesto e proprio per questo assume un valore particolare, in quanto segno di fedeltà da parte nostra. Questo spiega perché il Sabato era considerato un segno tra Lui e il suo popolo dal quale si poteva riconoscere che lo accettavano come loro Dio (Esodo 31:13). Un significato analogo a ne nell’Antico Testamento il comandamento
dato ad Adamo ed Eva di mangiare il frutto di qualsiasi albero del giardino dell’Eden tranne che di quello della conoscenza del bene e del male (Genesi 2:16,17). Nella simbologia biblica, il non toccare l’albero proibito rappresenta il riconoscimento di Dio come Signore e mostra la disponibilità de l’uomo a vivere con Lui, umilmente e fedelmente. Avrebbe potuto l’uomo mostrare rispetto per Yahweh Dio mangiando
il frutto dell’albero proibito e lasciandone da parte una altro considerato che, in fondo, tutti gli alberi sono uguali? Certamente no! Dio
non si era riservato un albero qualsiasi ma quell’albero, che per questo semplice fatto assumeva un valore e un significato diversi. Allo stesso modo Yahweh chiede di osservare il settimo e non il
primo o un qualsiasi atro giorno della settimana. Yahweh a santificato il Sabato, lo a cioè messo da parte per un uso Santo, diverso da quello degli altri giorni, e lo a benedetto perché attraverso la sua osservanza ne ricevessimo un bene. Sabato o Domenica ?
Tuttavia molti cristiani credono in buona fede di dovere osservare
la Domenica. Però, facendo questo, essi affermano implicitamente, anche se spesso inconsciamente, di riconoscere un’autorità diversa da quella del Dio rivelato nella Bibbia. L’arcivescovo Gasparo dal Fosso, preceduto e seguito ciò da tanti altri, affermava, durante il Concilio Tridentino, ((l’autorità
della Chiesa non è minore di quella della parola di Dio; che le varie Chiesa anno mutato il Sabato , che Dio ci a ordinato, nella domenica….)). Non possiamo qui parlare dei motivi che portarono all’abbandono
del Sabato a favore della domenica. Ciò che conta è però riaffermare il principio che laChiesa, non può cambiare i comandamenti di Dio. Essa non è la creatrice della verità e in questo senso non a ricevuto alcun potere da parte di Yahweh Dio. Essa deve invece essere solo ((la colonna e base della verità)) (1 Timoteo 3:15, deve cioè sostenere e proclamare la verità che a ricevuto da Dio. La
Bibbia parla di qualcuno che avrebbe pensato di avere l’autorità di cambiare la legge di Dio. Ma egli non a il potere voluto da Dio. E anzi descritto come suo avversario e come persecutore dei suoi figli: ((Egli Proferirà
parole contro l’Altissimo, ridurrà allo stremo i santi dell’Altissimo e penserà di mutare i tempi e la legge)) (Daniele 7: 25.) Se il Sabato è segno di ubbidienza a Dio come Creatore e
Signore, la domenica è segno di ubbidienza agli uomini che vanno certo, a seconda delle circostanze, amati, compresi, ascoltati, perdonati, mai però messi al posto che compete solo a Dio. Sabato e senso della vita
L’osservanza del Sabato porta a un’esplicita e continua
riflessione e testimonianza sull’origine, sul senso e sulla dignità della vita. Il comandamento del Sabato afferma infatti che il 7° giorno è da dedicare al riposo in ricordo e in celebrazione del fatto che <<in sei giorni Dio creò il cielo e la terra e il settimo si riposò>>. Il significato del sabato sorge dalla creazione così come è raccontata nel primo capitolo della Genesi: una creazione realizzata in un tempo ben limitato, per fasi successive e autonome, perfetta nella totale bontà e armonia delle sue parti. È una visione completamente opposta a quella dell’evoluzionismo, anche nella sua versione concordi sta. L’evoluzionismo immagina infatti uno sviluppo della vita in
tempi enormemente lunghi, per fasi concatenate tra di loro, imperfetto fin dal suo inizio e destinato al progresso attraverso lotte, sopraffazioni e morti. La Parola di Dio pone all’origine della nostra vita un atto di
amore, l’evoluzionismo il caso. Per l’evoluzionismo siamo il frutto, certo straordinario ma effimero, di alcune leggi chimiche e fisiche. Queste diverse concezioni non hanno una portata esclusivamente
tecnica. Hanno invece delle enormi conseguenze pratiche, non ultime quella della perdita del senso della vita: quale contributo può dare alla vita dell’uomo, al suo coraggio, al suo impegno, una dottrina pseudoscientifica che pone alla base della vita il caso e come suo traguardo il nulla? Non è affatto strano che molti si sentano come privi di radici da una parte e di ideali dall’altra. L’osservanza del Sabato è un invito fatto agli uomini perché si
ricordano che esiste un Dio che e padre, che ci a creati, che vuole prendersi cura di noi tutti. Il Sabato afferma la solidità del fondamento della vita e quindi dà certezza per il futuro: la vita a uno sbocco, un senso. Chi osserva il Sabato non può vivere alla giornata in una quotidiana lotta contro la sfiducia o la noia: è invece un protagonista che guarda lontano, sapendo dove andare, certo che vi arriverà. Diverso nell’origine e nel significato dalla domenica, il Sabato lo è anche per il modo in cui viene vissuto. Quasi
sempre, infatti, la domenica non è ne un giorno di riposo ne un giorno da santificare. Soprattutto per le donne che lavorano fuori casa, essa diventa il giorno in cui compiere tutte quelle faccende per cui non si ha tempo nel resto della settimana.A parte i momenti trascorsi, e solo da una minoranza, in chiesa, la domenica resta comunque il giorno del divertimento, del cinema, della sala da ballo, dello stadio, della gita, della televisione. Più che come giorno di Dio essa viene vissuta come giorno dell’uomo. Ma in essa spesso l’uomo non ritrova se stesso e aumenta anzi la sua alienazione vivendola come un momento di fuga. Il Sabato è diverso. Esso è un giorno da santificare, da vivere con Dio e per Dio,
senza le preoccupazioni del lavoro e delle lotte quotidiane insite troppo spesso nella nostra vita. Vivendo con Dio, però, l’uomo non si allontana da se stesso. Egli riscopre invece se stesso, non solo perché riscopre la sua dignità di figlio di Dio, ma anche perché ritrova finalmente il tempo per pensare. Il Sabato si mettono da parte tutte quelle voci che normalmente assordano lo spirito e ci si mette all’ascolto della voce di Dio e del proprio cuore. Se un osservante del Sabato decide di fare una gita, non la
farà in mezzo alla folla anonima in cui gli uomini si riscoprano più soli che mai. Cercherà di Sfuggire all’ossessione dei suoni e dei rumori della nostra civiltà esasperatamente tecnologica. Cercherà di ritrovarsi invece nella quiete della natura dove le voci che più contano sono meglio percepibili.
Così facendo rivivrà anche la gioia del primo Sabato del mondo,
quello in cui l’uomo appena creato da Dio si rallegrò di se stesso e del mondo meraviglioso che costituiva la sua casa. Il Sabato è anche, imprescindibilmente, il giorno dell’incontro con gli uomini per celebrare insieme la loro fraternità. ((Il settimo giorno è Sabato, giorno di completo riposo e di santa adunanza)) (Levitico 23:3.) In esso gli uomini non si incontrano come colleghi o concorrenti in affari, o per parlare di politica, come persone da cui ottenere qualcosa. Si incontrano invece soltanto perché sono uomini e sono fratelli. Davanti a Dio non si può desiderare di stare soli perché non si può amare Dio senza amare gli altri figli di Dio, nostri fratelli. L’incontro religioso del Sabato non può perciò consistere in un semplice stare seduti gli uni accanto agli altri per celebrare un rito che ci coinvolge solo individualmente. Il nostro stare insieme deve veramente avvicinarci, farci conoscere, farci essere amici, aiutarci a essere solidali, a condividere le nostre speranze, I nostri progetti, le nostre gioie e I nostri dolori. Questo desiderio di fraternità si esprime anche cercando chi è
solo, chi a bisogno di aiuto, vivendo il Sabato secondo il precetto di Gesù per il quale non solo ((è lecito fare del bene in giorno di Sabato)) (Matteo 12:10) ma, secondo il Suo stesso esempio, anche doveroso. Il Sabato è il giorno in cui l’uomoriscopre il
senso della sua libertà e della sua dignità; la gioia della pace con Dio, con se stesso e con il mondo. In esso Dio ci insegna a vivere e ci da forza per vivere
affinché il Sabato non sia l’oasi di un momento ma l’inizio di un cammino. Dio non a creato il Sabato per se stesso ma per l’uomo. ((Il Sabato è stato fatto per l’uomo)) (Marco 2:27), diceva Gesù, esso è un dono di Dio e, in quanto tale, è da accettare e onorare.
Diceva Dio al suo popolo: (Isaia 58:12-14.)
I tuoi ricostruiranno sulle antiche rovine; tu rialzerai le
fondamenta gettate da molte età e sarai chiamato il riparatore delle brecce, il restauratore dei sentieri per rendere abitabile il paese.” Se tu trattieni il piede dal violare il Sabato, facendo i tuoi affari nel mio santo giorno: se chiama il Sabato una delizia e venerabile ciò che è sacro a Yahweh; se onori quel giorno anziché seguire le tue vie e fare i tuoi affari e discutere le tue cause, allora troverai la tua delizia in Yahweh; io ti farò cavalcare sulle alture del paese, ti nutrirò della eredità di Giacobbe tuo padre>>, perché la bocca di Yahweh ha parlata. HalluluYah! Domante e risposte
Il sabato non fu dato solo al popolo ebraico?
L’origine del sabato risale al momento della creazione. In Genesi
2:2,3 è detto che dopo i sei giorni creativi <<Yahweh Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò>>. Evidentemente questo giorno non è benedetto e santificato per il bene del giorno stesso o di Dio. La sua benedizione non può avere che l’uomo come destinatario finale. E l’uomo deve essere l’agente della sua santificazione. A quel tempo non c’erano i vari popoli. Esisteva solo la prima coppia dalla quale sarebbero venuti tutti gli uomini. Se questi non si fossero allontanati da Dio avrebbero continuato tutti a osservare il sabato. Il peccato fece loro dimenticare il sabato. Il peccato fece loro dimenticare i comandamenti di Yahweh Dio, quello del sabato e anche gli altri. Che solo gli ebrei abbiano osservato il sabato nell’antichità non significa perciò che solo essi dovessero osservarlo. Significa che fra tutti i popoli solo gli ebrei impararono a osservarlo, ma questo è vero anche per altri comandamenti. Si consideri inoltre che Yahweh Dio Chiamò il popolo ebraico per essere un motivo di benedizioni per tutti i popoli (Genesi 12:3), un suo testimone tra le nazioni (Isaia 55:4). Isaia 56:6 parla degli stranieri che si unirono al popolo di Dio e che osserveranno il sabato. Come disse Gesù (Yahshua), <<il sabato è stato fatto per l’uomo>> (Marco 2:27) e, noi potremmo aggiungere, non solo per gli ebrei. Non dice però Deuteronomio 5:15 che gli ebrei dovevano
osservare il sabato perché Yahweh li aveva liberati dalla schiavitù dall’Egitto? E non sono stati solo loro a essere stati liberati dall’Egitto? In Esodo 20 l’osservanza del sabato è ricondotta alla creazione di
Yahweh Dio, mentre in Deuteronomio 5 è riferito alla liberazione dalla schiavitù in Egitto. La motivazione del primo testo è di tipo spirituale è quello fondamentale. La motivazione del secondo testo è di tipo psicologico, emotivo, e non si sostituisce alla prima. La prima spiega perché esiste il Sabato (Yahweh ha creato i cieli e la terra e il settimo giorno si è riposato), la seconda spiga perché il popolo ebraico deve osservarlo (perché Yahweh Dio è intervenuto amorevolmente nella loro vita, salvandoli e proteggendoli). Lo stesso è valido per noi: per fare la volontà di Yahweh Dio non basta spesso sapere che Dio, in un giorno lontano, ha promulgato una legge o fatto qualcosa di straordinario. Questo è indispensabile ma non sufficiente. Ciò che può motivarci realmente, spingerci a osservare i comandamenti di Yahweh Dio, e soprattutto la consapevolezza del fatto che Yahweh ci ha amato personalmente, che ha fatto e fa qualcosa per noi nel nostro presente. Yahweh ha certamente fatto qualcosa per noi. Anche noi abbiamo quindi i nostri motivi per desiderare di ubbidirgli. A conferma di quanto stiamo dicendo si noti che il preambolo ai
Dieci Comandamenti (Esodo 20:2; Deuteronomio 5:6) afferma che Yahweh che chiama Israele a osservargli è Yahweh Dio che lo ha tratto fuori dall’Egitto. Ciò non significa certamente che noi possiamo adorare altri dii, uccidere o rubare, visto che non siamo stati liberati dall’Egitto. HalleluYah!! (Servitore di Yahweh) |